Canto armonico e Didgeridoo 

 

foto e info dal sito: http://digidownload.libero.it/maloca/aboaustralia.html

Video su aborigeni che suonano

Simboli aborigeni

Didgeridoo è una parola di origine onomatopeica con la quale gli occidentali designano l'antico strumento a fiato degli Aborigeni australiani. Il didgeridoo e' originario degli Aborigeni dell'australia settentrionale. E' ipotizzabile che risalga ad almeno quindicimila anni fa.  E' ricavato da un ramo di eucalipto scavato dalle termiti. Gli uomini lo utilizzano come strumento a fiato e come strumento di percussione. Con il didgeridoo Marco Avena effettua il massaggio sonoro.

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Stephen Kent

Il massaggio sonoro

Chi lo riceve si stende a terra, mentre chi lo fa armonizza col didjeridoo (strumento degli aborigeni australiani) suonando vicino al corpo, ma senza che vi sia un contatto fisico. Gli armonici agiscono penetrando il corpo fisico e creando risonanze armoniche.

Esempio di come va suonato il didjeridoo nel massaggio

Come dice Papi Moreno, musicista che pratica il massaggio sonoro: "Atraverso il canto prolungato delle vocali e grazie a un particolare uso della lingua è possibile cantare contemporaneamente alla nota di base, detta tonica o fondamentale, delle note secondarie "fuori tono", più acute, chiamate armonici o ipertoni. Cantati con la voce, all'ascolto sembrano flauti, fischi, sibili provenienti non si sa bene da dove. Questi possono essere anche generati da molti strumenti musicali e sono comunque presenti in tutti i suoni, anche se a volte sembrano impercettibili.... con il didgeridoo la tecnica è simile a quella usata nel canto. Il massaggio sonoro avviene tramite l'applicazione del suono del didjeridoo sul corpo proprio come in un massaggio manuale. Il suono e la vibrazione del didjeridoo intervengono in aiuto dello stato personale dell'individuo. La vibrazione dello strumento accarezza la pelle e si sofferma dove ce n'è più bisogno. Il massaggio sonoro induce a un profondo stato di rilassamento psico-fisico. Il suono viene percepito attraverso l'orecchio, la vibrazione viene avvertita come un leggero calore che "entra" attraverso i tessuti corporei. Sono tipiche e ricorrenti le sensazioni di leggerezza e fluttuazione, di discioglimento nel suono di mente e corpo, di esperienze interiori provate durante e subito dopo l'applicazione. La mia esperienza mi ha insegnato che il suono e le vibrazioni del didgeridoo: dinamizzano il corpo dando una sensazione di rinnovata energia; entrano in risonanza con gli organi malati stimolandoli e aiutandoli a "reagire"; addolciscono le tensioni fisiche e psichiche; aiutano ad ascoltare in profondità il proprio corpo e di conseguenza le sue esigenze; stimolano l'intuito e la creatività."

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Così si esprime un musicoterapeuta, Lorenzo Pierobon: "Il massaggio sonoro è una tecnica per rilassare e rigenerare. Unita ad una corretta respirazione consente di immergersi in un sorta di bagno sonoro con beneficio per corpo e psiche. Il massaggio sonoro viene praticato con strumenti particolari. C’è il didgeridoo, uno strumento a fiato che produce una nota fondamentale molto bassa ed una notevole quantità di armonici. Ricavato dai rami, solitamente di eucalipto, svuotato dalle termiti che ne sono ghiotte, il didgeridoo viene usato dagli aborigeni australiani per le loro cerimonie tribali. Altro strumento usato nel massaggio sonoro è quello delle coppe tibetane (singing bowls). Sono ciotole costruite con una lega di metalli. Il loro suono è cristallino, penetrante. Molto antiche, le coppe tibetane hanno origine nel continente asiatico, in particolare in India, Cina, Tibet. Infine, interviene la voce che infonde stati di tranquillità e benessere." (L. Pierobon per la rivista Viver sani&belli maggio 2004)

"Yidaki il guerriero, stava tornando a casa dalla caccia ai canguri e sulla sua strada egli vide un ramo morto disteso nell'erba. Egli lo raccolse e si accorse che all'interno c'erano tantissimi piccoli insetti (che tu chiami termiti). Egli allora soffiò all'interno di questo ramo per togliere via l'insetti e egli sentì un suono tipo questo... e al guaerriero piacque quel suono che aveva fatto. Egli comprese che respirando dal naso e ispirando dalla bocca in maniera circolare egli poteva realizzare ritmi e molti altri suoni. Qualcosa tipo questo...

Il guarriero prese il ramo portandoselo con se e lo suonò per la sua gente. Essi furono esaltati dal suono e si colorarono di colori ocra e danzarono i Corrobori al ritmo di quel suono. Durante tutta la sua vita il guarriero insegnò a molti giovani uomini la respirazione circolare e questo semplice strumento diventò molto popolare e parte della loro cultura. Fu usato nelle cerimonie e nelle danze.

Quando il guerriero morì, il suo spirito lasciò il suo corpo e andò dentro ciò che tu chiami Didjeridoo. Se tu ascolti in un posto silenzioso ovunque, tu potrai ancora ascoltare Yidaki che suona in questo strumento. La gente aborigena del Territorio del Nord crede che il motivo per cui le donne non possono suonare il Didjeridoo e che esso sia uno strumento degli uomini, sia perché dentro di esso c'è lo spirito di un'uomo. Questa quindi, è la storia di cosa le genti aborigene chiamano Yidaki e tu chiami Didjeridoo." (Leggenda donata nei sogni alla gente del Nord dell'Australia).

Pratica: con il didjeridoo e' possibile emettere diversi suoni contemporanei, e' possibile infatti sempre mantenendo il suono base, far vibrare le proprie corde vocali in modo indipendente.

  1. Soffiate come nel bocchino.
  2. Lasciate che le sacche guanciali facciano da riserva d'aria.
  3. Fermate il flusso d'aria in arrivo dal diaframma, portando indietro la lingua a chiudere il passaggio tra cavità orale e condotto laringo-faringeo.
  4. Inspirate attraverso il naso e costringete all'esterno l'aria raccolta dalle sacche guanciali.
  5. Riportate la lingua nella posizione originaria, lasciano passare il flusso d'aria in arrivo dal diaframma.
  6. Iniziare a soffiare nel didjeridoo emettendo il suo suono caratteristico, nel mentre si gonfiano regolarmente le guance.
  7. Quando avete ancora il 20% di aria nei polmoni, bloccate il passaggio dell'aria con la lingua contro il palato.
  8. Contemporaneamente soffiare fuori l'aria sconfiando le guance e inspirare dal naso riempiendo i polmoni.
 

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Sito creato da Avena Marco, approccio olistico1 transpersonale2.

Il campo della psicologia comprende tecniche eterogenee che sembrano spesso così diverse tra loro da creare screzi tra gli operatori. Il fine ultimo di queste umane discipline  è tuttavia il medesimo: arricchire la vita di nuove prospettive e di senso ulteriore. Il campo della psiche è così vasto da comprendere contraddizioni al suo interno, tali da richiedere un'ampiezza di vedute in grado di trascendere il conflitto tra le parti e una propensione ad amare il prossimo come sè stessi: maschile e femminile, nero e bianco, bello e brutto, cattivo e buono, giusto e sbagliato... come parti di un tutto che non può essere frazionato per mantenere la sua essenza divinamente umana!